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lunedì 21 aprile 2008

Letteratura araba - 08/04/2008

LE MILLE E UNA NOTTE

Si tratta di un testo il cui studio risulta molto controverso. E' nato come sottogenere di tipo popolare che meritava ascolto ma non una trattazione letteraria più nobilitante. Privilegiando il canale orale, quest'opera, che comprende vari nuclei di storie, si è amplificata nel tempo.
Per capire la sua evoluzione, dobbiamo citare Antoine Galland, orientalista francese vissuto a cavallo tra il XVII-XVIII secolo. In uno dei suoi viaggi in Oriente compra i primi manoscritti siriani del testo e li traduce: questa pubblicazione ha un grande successo in Europa e costituirà il nucleo delle Mille e una notte che poi si amplierà a dismisura fino ad estendersi su 12 volumi. Ne faranno parte materiali di tradizione turca e persiana.
Nell'800 l'opera viene tradotta e spinge altre persone a raccogliere altri materiali.
Le edizioni sono 4 e in tutti e quattro i casi si tratta di COLLAZIONI ossia raccolta di testi differenti assemblati in uno unico. La lingua cambia, viene impreziosita.
Nel '900 la tendenza cambia. Il professore Mahdi crea un'edizione critica delle Mille e una notte, riproducendo i 3 manoscritti più antichi che Galland acquisì. La lingua è molto diversa, si tratta di un medio arabo.
Fonti: il nucleo originale è persiano, anche se si pensa che il motivo sia di origine indiana. Questo entra nella letteratura araba che lo arricchisce ulteriormente. Abbiamo due passaggi del testo importanti: uno in Iraq sotto gli abbasidi e l'altro in Egitto sotto i Fatimidi.

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